Storie di binelle: Simona Ugolotti

E poi non si dica che i blog sono strumenti per egomaniaci!
(Non per questo mi voglio tirare fuori indenne dalla categoria, beninteso…)

Ho il piacere di ospitare qui una delle mie “alunne” (e spero sia la prima di una lunga serie): Simona Ugolotti, aka la Cantadina. Descrivere un personaggio così poliedrico è un’impresa che non so se mi sento di intraprendere, ma posso dire quello che mi ha subito colpita di lei: l’immediatezza, la profondità nella semplicità e la voglia di sorridere, sempre e comunque – ma senza sforzarsi troppo! Ho conosciuto Simona come partecipante al mio corso ma le carte si sono ben presto ribaltate e ho capito che c’è molto da imparare da un’allieva come lei…

Bando alle ciance! Un suo brano dalla nostra ultima lezione. Il tema: il gemello mai nato. L’ispirazione: se anche una non-nascita può diventare un punto di partenza per cambiare le cose…non abbiamo più scuse.

Storie di binelle

Mi fa veramente schifo, mi inquieta l’idea di esser finita dentro l’ovaia di quella stronza della mia gemella, capire che questo avanzo di denti e peli sia quello che resta della mia vita, è odioso, anche perché sono più di 25 anni che sono rimasta intrappolata dentro le ovaie di quella che poteva essermi preziosa amica.
Un mucchietto di peli e denti ci mette almeno trent’anni per prendere coscienza ed ora finalmente comincia la rigenerazione di me stessa.
Da queste poche cellule ricostruisco la gemella mancante, e sono al posto giusto, sono nel posto dove si concepisce la nuova vita; dove nacqui ora ricomincio.
È l’ovaia destra, mi sono piazzata qui, e da qui comincio la duplicazione delle mie cellule, una mitosi che è nuova vita, finalmente la mia!
La mia gemella ormai trentenne comprese che la sua vita era senza scampo, una merda, troppe cose erano andate storte, decise quindi di ricominciare; cambiò casa, fidanzato, paese, capelli e scarpe nuove, ma niente, niente era veramente efficace, dentro di lei c’era sempre un vuoto, ed in questo vuoto è nata la mia coscienza, finalmente c’era spazio per la mia rigenerazione.
Poi un giorno mi hanno beccata, mi hanno vista ai raggi x e mi hanno riconosciuta come un tumore, benigno, ma molto molto pericoloso in caso di esplosione.
Oggi sarei la sconosciuta gemella mai nata, e invece una bella operazione alle ovaie e via dentro il cassonetto differenziato per il frutto del peccato, mi è rimasta solo una canzone.
E che cazzo! Non era proprio destino che nascessi.

P.S. Per leggere, vedere e ascoltare altro da Simona: La Cantadina
P. P. S. Ti è venuta voglia di sperimentare un nuovo approccio alla scrittura? Questo (e molto altro) succede ogni due mercoledì al Circolo Arci Barabini di Trasta

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